Vito Intini

Vito Intini is poet and artist-performer, founder and art director of the Kunsthalle Gallery and Kunsthouse ArteNatura for artists in residence.
Do you think that poetry is the foundation of all the arts. Poetry is the Music of the Universe and Nature, in all its forms, it is the sacred biological representation of the music that is in the deep storyline of all existence.
In recent years she loves to paint trees to plant more trees in its beautiful countryside of the trulli in Puglia in Italy.
Cultivate ancient grains and produces extra virgin olive oil centenarians. With her family has planted a small forest of trees and rare fruits. His writings and his poems are published in several languages.
He has participated as a poet and performance artist in several festivals in Italy and abroad: Poetry / cloister of the poet Giuseppe Goffredo; Milan-Poetry; Nisan Festival of Poetry in Mghar, Galilee of the poet Naim Araidi; Kartal festival of Istanbul poet Metin Cengiz; finalist at Baghetta Prize at the Festival of Literature in Milan.
He teaches History and Philosophy in high schools and advocates a Sweet Green Global Renaissance .

I giardini di Gaza

Piccole nuvole rosa i palloncini si alzano
Nell’aria greve ancora di zolfo e di ceneri
Tutt’intorno tondini di ferro contorti
Una dura pioggia è caduta dal cielo
Le Case gli asili le scuole i cortili
Gli ospedali Cancellati per sempre
Da ruspe giganti

Che sia la rosa sopra ogni altra cosa.

Verresti a giocare con noi
Nei nostri giardini a Gaza?
Bambino di Parigi, bambino di Roma
Bambino Berlinese, bambino Londinese
Verresti a giocare con noi in giardino?

Che sia la rosa sopra ogni altra cosa

Nuvole nere pioggia di fuoco
Luci abbaglianti boati assordanti
Sopra di noi sopra i nostri crani inebetiti
Non sono giochi pirotecnici
Non è una festa con ricchi cotillons
Games of fire in the garden!
Kinders of fire in the garden!
Fiamme divoranti, boati, fame e orrida
Sete e sangue da morte che urla
Vorace di buio nei labirinti senza luce
Sale nei denti occhi svuotati
Nei giardini di Gaza ci sono, le vedo
A stormi le gazze e i corvi tutti neri
Per l’ultimo volo prima del
Cielo gli ultimi corvi nel grano
Marcito prima dello schianto

La rosa è sfiorita la rosa è recisa

Farina verminata voragini d’abisso i cuori
Scoppiati gli amori divelti
Reciso ogni fiore e le speranze e i giochi
Disseccata ogni ombra di rugiada
A tondo a tondo nei giardini
Di Gaza la bella, di Gaza l’antica

Che sia la rosa sopra ogni altra cosa

La nobile aurora si copre
Le guance arrossate di pianto
Centinaia di angeli massacrati
Con le donne la madri le figlie
I loro occhi svuotati raccolgono
Versi mai scritti versi perduti
Per sempre come le loro fresche vite.
La triste Aurora dalle dita di rosa
Ma non sono
I bambini la ricchezza del mondo?
È il futuro stesso che respira
E si rincorre vociando nei vicoli
Angusti delle antiche città

I figli dei poveri si sa che si adattano
A tutto e giocano con tutto, anche coi razzi
Inesplosi, alla guerra ad acchiapparsi
Oppure a nascondino fra le macerie
Fra i rifiuti fra i muri sbrecciati
Dall’incuria della miseria
Dalle cannonate dei figli dei ricchi.
Uno a dieci uno a cento uno a mille.

Volano i petali della rosa
Al vento polveroso di cemento
I ricchi sanno contare meglio ma
Sbagliano il conto finale,
I conti non tornano, mon ami,
I conti non tornano mai.

La rosa muta, la rosa disperata

Nei giardini a Gaza i bambini
Giocano al funerale dei bambini
Avvolti nelle bandierine di Palestina
I bambini di Gaza imitano
L’acre urlo delle madri

La rosa appassisce se l’amore perisce

Dacci oggi la nostra morte quotidiana
Il sangue innocente innaffia
La mia tristezza per i giochi
Distrutti nei Giardini di Gaza
La mia tristezza,
Chi sanerà la mia tristezza?

Ogni rondine al suolo
Le ali come petali secchi
Il tempo è dalla parte dei bambini
Il Talmud lo afferma: il respiro
Stesso dei bambini regge la terra.
Il respiro dei bambini come Atlante.

La rosa rinasce così vuole Proserpina

Rinasce irrorata dalla dolce rugiada
Ogni petalo risorge coi crochi gentili
E i fiori del melo, del pesco e del giuggiolo
Nel silenzio protetto dalle querce in fondo
Al nostro giardino, così sarà di nuovo
Sappiamo, tutti lo sanno, così come
Rinascono all’alba i bambini di Gaza
I loro vagiti saranno più forti dei boati
Delle bombe che spruzzano gelo di morte
Dal cielo

La rosa indisturbata diffonde dolci aromi

Lo scempio abita indisturbato
Nel fertile solco dell’inconoscenza
Del limite fra la mia fortuna
E la nascita delle albe per ogni dove.
Così mi dicesti. Ma noi avevamo
Lo sguardo fisso altrove, lontano
Da ogni soffio di tenero pioppo.
L’assalto ci prendeva e l’urlo
Della quotidiana rissa dei corpi.

Piove, finalmente eccoti finalmente
Pioggia odorosa sopra ogni cosa
È buono per i tre alberini che abbiamo
Piantato nei nostri giardini
Tutt’intorno alla casa
Ieri pomeriggio
Il pesco il pero e il giùggiolo
Prima d’andare a Istanbul
Cinque giorni a danzare con le muse

Ci sono vicoli ciechi in cui non c’è da sostare
Un minuto di più dopo aver compreso,
Dopo aver appreso dell’ombra
Delle cose la muta consegna

La rosa buia la rosa incompresa

Io vengo dai boschi di lecci
Della Murgia dei trulli e delle grotte
Amavo perdermi per ore con gli occhi
Attento ad ogni segno che mi indicasse
La presenza di funghi o di tane di ricci

La profumata rosa prima di ogni altra cosa

Grata al primo sole e alle gocce di rugiada
A sedici anni dovevano essere altrove
A studiare Platone e a leggere Hikmet
E a sognare del loro dolcissimo amore

O Kemal o Naftalì maledetto sia
Chi ha rubato per sempre il sole dei giorni
E il sorriso del fratello e della madre.

Vito Intini

Gardens of Gaza

Balloons rise like little pink clouds
Into the still air heavy with ash and sulphur
Twisted iron rods lie all about
A harsh rain has fallen from the sky
Houses kindergardens schools courtyards
Hospitals
Wiped out forever
By giant diggers
May the rose bloom upon those.
Would you play with us
In our Gaza gardens?
Child of Paris, child of Rome
Child of Berlin, child of London would you
Come play with us in the garden?
May the rose bloom upon those.
Dark clouds flaming rain
Dazzling lights deafening blasts
Above us above over our dazed skulls
These are no fireworks
It’s not a party with rich gifts
Games of fire in the garden!
Kinders of fire in the garden!
Devouring flames, blasts, hunger
Horrid thirst and bloody scream of the dying
Greedy for darkness in the lightless labyrinths
Salt in the teeth emptied eyes
In the gardens of Gaza there are, I see
Magpies and black blacks crows in flocks
For the last flight before the sky
The last crows amid the ears
Rotted before the crash
The rose is withered the rose is cut
Worm-eaten flour abysmal chasms the hearts
Bursting loves uprooted
Each flower severed with hopes and games
Dried all shades of dew
Rounded and round the gardens
Of beautiful Gaza, of ancient Gaza.
May the rose bloom upon those.
The noble dawn covers
Its cheeks flushed with weeping
Hundreds of angels butchered
With the women mothers and daughters
Their emptied eyes collect
Verses never written poems lost
Forever just as their young lives.
The gloomy rosy-fingered Dawn
But are not the children
The wealth of the world?
They are our breathing future
Running and shouting down the narrow alleys
Of the ancient towns
The children of the poor used to everything
Playing with anything, even with unexploded rockets,
And catch war
Or play hide-and-seek amid the rubble
Amid the waste and the walls ravaged
By careless poverty
And the cannon shots of the sons of the rich.
One to ten one to a hundred one to a thousand.
The rose petals float
On the concrete dust breeze
The rich can count better
But the final count’s wrong,
It doesn’t add up mon ami,
It never adds up.
The dumb rose, the desperate rose
In the gardens of Gaza the children
Play at children’s funeral
Wrapped in small Palestinian flags
The children of Gaza imitate
the mothers’ bitter cries
The rose wilts if love dies
Give us this day our daily death
The innocent blood bathes my sadness
For the wrecked games
in the gardens of Gaza
My sorrow!
Who will heal my sorrow?
Swallows has wings on the ground
like dried petals
Time is on the children’s side
Talmud says: the children’s
Breath supports the earth.
A child’s breath like Atlas.
The rose is reborn so Proserpina wills
Reborn under the sweet dew’s spray
Each petal revives with graceful crocuses
And the apple, peach and jujube blossoms
In the silence cradled by the oaks
At the end of the garden, so it will be again
We know, we all know, as
The children of Gaza are reborn at dawn
Their cries will be louder than the blasts
Than the bombs that spray their frosty death
From the sky
The rose undisturbed spreads its sweet aromas
he waste lives on undisturbed
In the fertile furrow of unawareness
Of the boundary between my luck
And the birth of sun everywhere.
So you told me. But we had
Our gaze elsewhere, away
From the breath of the feathery poplar.
The assault took us and the scream
Of the daily battle of bodies.
It’s raining finally, here you are
Sweet smelling rain over everything
Is good for the three trees that we have
Planted in our gardens
All around the house
Yesterday afternoon
The peach the pear and the jujube
Before going to Istanbul
five days to dance with the muses
There are dead ends where we must no loiter
One minute more after understanding,
After learning the mute command
From the shadow of things
The dark rose the misconstrued rose
I come from the oak woods
From the Murgia of trulli and caves
I loved to lost myself for hours, my watchful
Gaze alert to any sign that might reveal
The presence of mushrooms or hedgehog dens
The fragrant rose before all those
Grateful for the first sun and dew drops
At sixteen they should have been elsewhere
Studying Plato and reading Hikmet
And dreaming of their sweet love
O Kemal o Naftali cursed be
Who forever stole the sun of the day
And the smile of brother and mother.

translation
Giuliano Corti and Nicholas Hunt

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